mercoledì, 08 luglio 2009

smutandate, complottisti e affari Italia-Iran

 

Pensare che il declino di Silvio Berlusconi non sia dovuto a 4(00)  smutandate, quanto piuttosto al semprevalido complotto pluto-giudaico-massonico fa ridere...eppure, con evidente sprezzo del ridicolo, Cossiga lo dice oggi in un'intervista al Giornale:

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=364770&START=0&2col=

Va riconosciuta, comunque, una cosa a Cossiga: ci vuole un amante di trame e spie come lui  per ricordare i nostri ENORMI interessi in Iran, su cui si scrive e si indaga pochissimo...

Sostiene Mr. X che una nota, peraltro innocua, sulle nostre esportazioni di materiale dual-use in Iran sarebbe stata "inguattata"... E nessuno ha capito perché

 

 

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categoria: osservatorio iran
lunedì, 06 luglio 2009

Robert McNamara

 

Se ne è andato a 93 anni, Robert McNamara.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8136595.stm

Per molti è stato un grande "sonovabitch". Sì, un "gran figlio di puttana"... E' così che lo abbiamo sentito chiamare.

Ma chiacchierando con chi lo conosceva bene e con lui aveva condiviso alcuni segreti scottanti della Guerra fredda e di quella in Vietnam, ci siamo fatti un'idea diversa di Robert McNamara. Confessiamo: ne abbiamo subito il fascino.

E confessiamo un'altra cosa: sarà per via del nostro background culturale, ma la Cold War ci "sta più simpatica" ( per dirla con le parole della Serracchiani...) della War on Terror.

La Guerra fredda è stata atroce, ma ne siamo usciti vivi. La guerra al terrorismo, con questa banda di pazzi furiosi, invasati dalla religione, con l'irrazionalità dilagante e manipolatoria dei cristiani rinati di Bush e dei fondamentalisti islamici di Bin Laden, ci fa molto più paura.

I calcoli del criminale John von Neuman, l'eccesso di razionalità di un guerrafondaio come Herman Kahn ci hanno portato a un passo dal baratro, da quella guerra nucleare che avrebbe potuto chiudere per sempre l'avventura umana sulla Terra. Ma siamo ancora qui. Certo, il rischio è stato altissimo... Basta pensare alla crisi dei missili di Cuba... Ma se siamo qui,  vuol dire solo una cosa: la razionalità ha funzionato. A carissimo prezzo, ma ha funzionato.

Il fanatismo religioso, invece, potrebbe portarci là dove la Guerra fredda non ci ha portato. Russi e americani non hanno usato la bomba, perché le teorie del criminale John von Neuman avevano spiegato al mondo che una guerra nucleare non avrebbe avuto vincitori e l'esito sarebbe stato uno solo: la distruzione reciproca. Ma con i jihadisti la deterrenza non funziona...E se il "vincere per non morire" è stato il motto dei combattenti di tutte le epoche, i fanatici religiosi ribaltano tutto: "morire per vincere" è la loro strategia. Se avessero la bomba, la userebbero eccome.

C'è un documentario che non vi dovete assolutamente perdere: "The Fog of War", del grande Errol Morris.

Lo trovate qui:

http://www.ibs.it/dvd/8013123002112/robert-mcnamara/fog-of-war-la.html

E' un CAPOLAVORO. FANTASTICO. Vi racconterà chi era Robert McNamara. Proverete anche voi il fascino per Mc. Scommettiamo?

 

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categoria: complesso militare-industriale
venerdì, 03 luglio 2009

sciopero contro la legge bavaglio

 

Il 14 luglio sciopereremo anche noi contro la legge bavaglio, di cui vi abbiamo già parlato in questo post di qualche giorno fa: 

Ai profani il termine "cronaca giudiziaria" non dirà nulla. Per farvi capire, la cronaca giudiziaria è quella parte del giornalismo che si occupa di indagini giudiziarie: ne dà notizia, le svela e le ricostruisce.

E' così che venite a sapere che il consigliere brianzolo, Carlo Ladrone, ha incassato una bella mazzetta per l'appalto della metropolitana di Milano ed è indagato. L'assessore del comune di Napoli, Vito  Corrottissimo, è stato condannato per aver piazzato un primario suo protetto all'Ospedale "Feriti di Maria Santissima Addolorata", e il deputato calabrese, Salvatore Lupara, è accusato di aver incontrato emissari del boss della 'ndrangheta, Tano Piombo, per pilotare l'appalto dei rifiuti.

E' grazie a questo lavoro giornalistico che avete saputo degli scandali di Tangentopoli, dei guai giudiziari di Berlusconi, della clinica degli orrori (Santa Rita di Milano), delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino (Ricucci & Co.) e di tutto di più, perché, senza i cronisti di giudiziaria dei giornali, queste storie, non sarebbero diventate di dominio pubblico, sarebbero rimaste confinate nelle stanze dei magistrati, nei corridoi delle procure, in cui si parla un linguaggio criptico e per addetti ai lavori e non si comunica con l'uomo della strada.

Da decenni, la cronaca giudiziaria rivela, con fatti e notizie messe nero su bianco, il volto putrido del potere italiano. Il vomito fresco della politica.

Ora, però, siamo alla resa dei conti. Il governo Berlusconi ha preparato una legge che Giuseppe D'Avanzo di Repubblica bolla senza mezzi termini "Legge del Bavaglio", perché imbavaglia le intercettazioni che possono ordinare i magistrati e le cronache dei giornalisti di giudiziaria.

Che cambia esattamente, per i giornalisti, con questa legge?

Leggete assolutamente il pezzo di D'Avanzo su Repubblica di oggi. Lo spiega con eccezionale chiarezza:

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/ddl-sicurezza-5/legge-bavaglio/legge-bavaglio.html


"Con un tratto di penna", scrive D'Avanzo, "la nuova legge estende il regime che oggi regola gli atti giudiziari coperti dal segreto anche agli atti non più coperti dal segreto "fino alla conclusioni delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". Prima di questo limite "sarà vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione e degli atti delle conversazioni telefoniche anche se non più coperti dal segreto".

Si potrà dire che si indaga su una clinica privata abitata da medici ossessionati dal denaro che operano i pazienti anche se non è necessario. Non si potrà dire qual è quell'inferno dei vivi e quanti e quali pasticci hanno organizzato accordandosi al telefono. Lo si potrà fare soltanto a udienza preliminare conclusa (forse). Con i tempi attuali della giustizia italiana dopo quattro o sei anni. In alcuni patologici casi, dopo dieci

DIFENDIAMO L'INFORMAZIONE. NON ESISTE DEMOCRAZIA SENZA INFORMAZIONE.

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categoria: titanic italia
lunedì, 29 giugno 2009

lodo Alfano alla carbonara

 

"Le auto con le scorte erano arrivate una dopo l'altra poco prima di cena. Silenziose, con i motori al minimo, avevano imboccato una tortuosa traversa di via Cortina d'Ampezzo a Roma", scrive Peter Gomez su L'espresso.

"Era stato così che in una tiepida sera di maggio i vicini di casa del giudice della Corte costituzionale Luigi Mazzella, avevano potuto assistere al preludio di una delle più sconcertanti e politicamente imbarazzanti riunioni, organizzate dal governo Berlusconi. Un incontro privato tra il premier e due alti magistrati della Consulta, ovvero l'organismo che tra poche settimane dovrà finalmente decidere se bocciare o meno il Lodo Alfano: la legge che rende Silvio Berlusconi improcessabile fino alla fine del suo mandato".

Siamo in ritardo, lo sappiamo... Ma voi non vi perdete assolutamente l'articolo di Gomez:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/consulta-la-cena-segreta/2102905&ref=hpsp

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categoria: titanic italia
giovedì, 25 giugno 2009

AAA urge di nuovo invisibility cloack di Harry Potter

 

Eh, sì! Ci serve ancora. Anzi, ora più che mai.

Urge mantello dell'invisibilità di Harry Potter per fare un giretto Oltretevere e osservare naso a naso le facce dei cardinali, dei porporati e dei vescovoni dopo lo tsunami di sex, lies and videotapes che ha travolto l'unto del signore.

L'escort nel lettone.

Le minorenni di papi.

La coppia lesbo. 

Ve la immaginate la faccia del mullah Camillo Ruini?!   Quanto paghereste per vederla, eh?!

E quella della Binetti? Lei dura come una maestra prussiana. Lei che dorme sul tavolaccio. Lei che si punisce col cilicio, mentre l'unto del signore, in una sola notte, ne fa quante Carlo in Francia.

Usciranno a pezzi da 15 anni di appoggio incondizionato all'unto del signore.

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categoria: titanic italia
domenica, 21 giugno 2009

attenzione! non siamo noi quelli su Facebook

 

Non volevamo farlo, ma siamo costretti a farlo...

Stefania Maurizi, la giornalista che ha firmato inchieste come "L'altra Thyssen" , "Il barone sismico", ecc. su L'espresso, NON è presente su Facebook.

Attenzione a contattare estranei...

Siamo contattabili in 2 modi: o attraverso la redazione de L'espresso o attraverso la nostra email personale che trovate sul nostro sito  www.stefaniamaurizi.it

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categoria: titanic italia
venerdì, 19 giugno 2009

la Russia di Putin e l'Italia a put....

 

Bavaglio alle intercettazioni e alla stampa:

"Le intercettazioni smettono di essere uno strumento per scoprire i colpevoli", scrivono oggi Paolo Biondani e Claudio Pappaianni su L'espresso, "i giudici possono autorizzarle solo se esistono 'evidenti indizi di colpevolezza'. Ma per l'Associazione nazionale magistrati 'è assurdo fare intercettazioni solo per i colpevoli già individuati: tanto valeva abrogarle'".

E ancora: "Le intercettazioni devono sempre essere interrotte dopo 60 giorni, perfino nei casi di sequestro di persona, traffico di droga o armi.[...] Il giornalista rischia il carcere da sei mesi a tre anni. È vietato anche divulgare atti giudiziari non segreti: documenti pubblici, come le ordinanze d'arresto, si potranno solo sintetizzare".

Da non perdere assolutamente questo lavoro di Paolo Biondani e Claudio Pappaianni su L'espresso

http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2102341/&print=true

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/silenzio-di-stato/2102318&ref=hpsp

 

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categoria: titanic italia
giovedì, 18 giugno 2009

in ricordo di Renzo Tomatis

 

Scartabellando tra appunti e vecchie registrazioni, ieri ci è caduto lo sguardo su una foto di Renzo Tomatis.

Chi fa il nostro mestiere incontra di tutto...Anche persone eccezionali, per fortuna. Gente che sa perfettamente che vendersi conviene eccome. Lo sa benissimo, perché cà nisciuno è fesso... Ma se sei una persona integra, non ti vendi comunque, non importa quanto conveniente possa essere.

Una di queste persone era Renzo Tomatis: un grande epidemiologo, che ha diretto lo IARC di Lione.

Renzo sapeva fin troppo bene che, se avesse voluto vendersi alle aziende che avvelenano i cittadini, l'aria e l'acqua, sarebbe diventato straricco.

Sapeva bene come si fregano i lavoratori. Come si truccano gli studi per far sparire cancri, leucemie, malattie cardiache e respiratorie. Come il libro paga delle aziende è pieno di controllori venduti. Gente che vale talmente poco che, spesso, si vende per un paio di Hogan, che non può permettersi.

Renzo aveva sotto i propri occhi quello spettacolo ogni giorno. Nelle aziende, nelle Asl, tra i controllori e i militari addetti alla sorveglianza, nei tribunali, nelle università dove si fanno gli studi, nelle anticamere dei sindachetti che incassano le mazzette.


Il sistema, lui, lo ha combattuto fino all'ultimo. Aveva quegli occhi di persona indomita, che non compri. Lo sguardo di chi non si aggrega. Non si adegua. Non si piega.

Qualcosa di veramente raro.

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categoria: titanic italia
mercoledì, 17 giugno 2009

lettera da un sanguinario

 

La lettera è arrivata in redazione.

E' un delirio totale, zeppo di errori di ortografia madornali: difficile che siano genuini.

Chi scrive si firma con il nome di uno dei più sanguinari killer della criminalità organizzata italiana. Ma il sanguinario è in carcere. E sulla lettera non c'è neanche l'ombra di un timbro del carcere.  E allora, se a scrivere non è lui, chi è?

Nel mirino c'è un nostro articolo sull'incontro tra Berlusconi e il Colonnello Gheddafi.

Esattamente questo articolo che abbiamo pubblicato sul Venerdì di Repubblica il 5 giugno scorso:

http://www.stefaniamaurizi.it/Articoli_e_reportage/tra_gheddafi_e_berlusconi_un_dissidente_morto.html

A chi può aver dato fastidio?

Sul Colonnello abbiamo scritto pochissimo. Appena 3 cose:

- l'intervista al signore della bomba, A.Q. Khan, per  L'espresso:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Cosi-ho-venduto-la-bomba/2030375/11

- L'articolo per il Venerdì, che trovate sopra

- il nostro post Cinque domande al Generale (Pollari ) sul Colonnello (Gheddafi)":  

http://stefaniamaurizi.splinder.com/post/20735823/5+domande+al+Generale+sul+Colo

"In attesa le invio cordiali saluti", ci scrive il sedicente sanguinario nella lettera arrivata. In attesa di che? Del prossimo articolo?

 

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categoria: diritti umani
lunedì, 15 giugno 2009

l'altra ThyssenKrupp

 

Polveri nell'aria. Rifiuti che finiscono in un affluente del Tevere. Laghetti di veleni. L'acciaieria di Terni è nel mirino delle inchieste.

Trovate qui il nostro ultimo lavoro per L'espresso su L'ALTRA THYSSEN:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/l-altra-thyssen/2101806

La ThyssenKrupp di Terni è lo "stabilimento madre" della fabbrica di Torino in cui sono bruciati vivi 7 operai nel dicembre 2007.

Leggete. Poi vi racconteremo. Siamo andati a Terni in più occasioni per 5 mesi.

In Umbria, la multinazionale dà il pane a circa 20mila persone in una città di 112mila abitanti, che ha nel proprio Dna l’acciaio.

Le acciaierie esistono dal 1884 e la dinastia tedesca, arrivata nel 1994, è solo l’ultimo capitolo di una storia industriale che ha forgiato questo centro del cuore verde d’Italia, i suoi quartieri, l’identità dei suoi abitanti e, visti i dati dell’occupazione, ha inevitabilmente deciso la politica della città e dell’intera regione.

Abbiamo chiacchierato. Ascoltato. Indagato. Studiato documenti e analisi chimiche. Discusso con esperti di nostra fiducia le indagini epidemiologiche sulla salute dei ternani. Parlato con chi segue in prima linea il processo a Torino ai manager della Thyssen. Passato allo scanner le partite di calcetto della squadra della Thyssen contro quella del comune di Terni e le messe del vescovo Paglia negli stabilimenti di viale Brin.

Last, but not least: non vi perdete il reportage fotografico a corredo dell'articolo. Le foto sono di Mario Spada, eccezionale fotografo di Gomorra:

http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/6374897

www.mariospada.it

 

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categoria: titanic italia