Il 14 luglio sciopereremo anche noi contro la legge bavaglio, di cui vi abbiamo già parlato in questo post di qualche giorno fa:
Ai profani il termine "cronaca giudiziaria" non dirà nulla. Per farvi capire, la cronaca giudiziaria è quella parte del giornalismo che si occupa di indagini giudiziarie: ne dà notizia, le svela e le ricostruisce.
E' così che venite a sapere che il consigliere brianzolo, Carlo Ladrone, ha incassato una bella mazzetta per l'appalto della metropolitana di Milano ed è indagato. L'assessore del comune di Napoli, Vito Corrottissimo, è stato condannato per aver piazzato un primario suo protetto all'Ospedale "Feriti di Maria Santissima Addolorata", e il deputato calabrese, Salvatore Lupara, è accusato di aver incontrato emissari del boss della 'ndrangheta, Tano Piombo, per pilotare l'appalto dei rifiuti.
E' grazie a questo lavoro giornalistico che avete saputo degli scandali di Tangentopoli, dei guai giudiziari di Berlusconi, della clinica degli orrori (Santa Rita di Milano), delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino (Ricucci & Co.) e di tutto di più, perché, senza i cronisti di giudiziaria dei giornali, queste storie, non sarebbero diventate di dominio pubblico, sarebbero rimaste confinate nelle stanze dei magistrati, nei corridoi delle procure, in cui si parla un linguaggio criptico e per addetti ai lavori e non si comunica con l'uomo della strada.
Da decenni, la cronaca giudiziaria rivela, con fatti e notizie messe nero su bianco, il volto putrido del potere italiano. Il vomito fresco della politica.
Ora, però, siamo alla resa dei conti. Il governo Berlusconi ha preparato una legge che Giuseppe D'Avanzo di Repubblica bolla senza mezzi termini "Legge del Bavaglio", perché imbavaglia le intercettazioni che possono ordinare i magistrati e le cronache dei giornalisti di giudiziaria.
Che cambia esattamente, per i giornalisti, con questa legge?
Leggete assolutamente il pezzo di D'Avanzo su Repubblica di oggi. Lo spiega con eccezionale chiarezza:
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/ddl-sicurezza-5/legge-bavaglio/legge-bavaglio.html
"Con un tratto di penna", scrive D'Avanzo, "la nuova legge estende il regime che oggi regola gli atti giudiziari coperti dal segreto anche agli atti non più coperti dal segreto "fino alla conclusioni delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". Prima di questo limite "sarà vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione e degli atti delle conversazioni telefoniche anche se non più coperti dal segreto".
Si potrà dire che si indaga su una clinica privata abitata da medici ossessionati dal denaro che operano i pazienti anche se non è necessario. Non si potrà dire qual è quell'inferno dei vivi e quanti e quali pasticci hanno organizzato accordandosi al telefono. Lo si potrà fare soltanto a udienza preliminare conclusa (forse). Con i tempi attuali della giustizia italiana dopo quattro o sei anni. In alcuni patologici casi, dopo dieci
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